Audizioni in Senato: FIRE presenta le sue osservazioni sulla conversione in legge del D.L. 24 giugno 2014 n. 91, proponendo l’abrogazione degli articoli 24 e 26

Roma 11  luglio 2014 – FIRE ha presentato in Senato, durante le Audizioni del 9 luglio, un documento con le proprie osservazioni e proposte sulla conversione in legge del D.L. 24 giugno 2014 n.94.

“In particolare” sottolinea Dario Di Santo direttore FIRE “ la Federazione considera lodevole il tentativo da parte del Governo di ridurre l’impatto del costo dell’energia sulle PMI nell’ambito del D.L., ritenendo però che la complessità del tema e il lungo elenco di errori compiuti dal 2000 ad oggi dovrebbero indurre a una maggiore prudenza e, soprattutto, a un provvedimento quadro dedicato e meditato. Ciò al fine di evitare di sommare ai danni del passato quelli del presente, aggravando la situazione nei prossimi anni.”

Altro aspetto sottolineato nel documento è la necessità di sviluppare l’efficienza energetica e le fonti rinnovabili in un’ottica di mercato poiché possono considerarsi l’unica soluzione ad oggi realmente valida. Le misure contenute agli art. 24 e 26 contrastano purtroppo con tale realtà, in quanto introducono forti incertezze sul mercato, ne indeboliscono gli attori industriali e dei servizi e ne minano lo sviluppo futuro. Per tale motivo FIRE propone l’abrogazione dei suddetti articoli. Nello specifico l’art. 24 mette in discussione i sistemi efficienti di utenza, ossia lo strumento fondamentale per lo sviluppo della generazione distribuita da cogenerazione ad alto rendimento e fonti rinnovabili. L’art. 26, invece introduce uno spalmaincentivi obbligatorio per una parte degli impianti fotovoltaici beneficiati dal conto energia, ossia una misura retroattiva che costringerà i produttori a rivedere autorizzazioni, contratti di superficie e contratti con le banche. Entrambe le misure avranno un effetto irrisorio sulle spese energetiche delle PMI, ma si ripercuoteranno pesantemente sugli operatori di settore, frenandone o bloccandone lo sviluppo.

Un risultato folle e in contrasto con tutti i proclami a favore dell’efficienza energetica e delle fonti rinnovabili” sottolinea Di Santo.