Conferenza FIRE sui SGE tra novità e buone pratiche si chiude l’edizione 2017

Crescono i sistemi di gestione dell’energia, monitoraggio ed analisi dei dati alla base del buon funzionamento dello strumento. Via alla nuova ISO 50003 ed al top management

Milano – 10 aprile 2017. FIRE torna a parlare di ISO 50001, la norma che certifica imprese ed enti con sistema di gestione dell’energia (SGE).

La Conferenza si chiude in positivo tracciando alcune considerazioni di rilievo, prima fra tutte l’esigenza di puntare sulla misura e verifica dei risultati. Questo è un elemento a cui affiancare la raccolta dati e una documentazione dei lavori portati avanti.
Durante la mattinata è emersa la necessità di una formazione valida interna all’azienda, ossia di creare una conoscenza della materia che permetta allo staff ed alla stessa direzione di capire cosa è e come utilizzare un SGE.

Sia FIRE che CTI hanno evidenziato nei loro interventi quanto sia utile (ma questo è un dato che non sempre si riscontra) conoscere la normativa che ruota attorno alla ISO 50001 perchè permette di applicare al meglio lo strumento aziendale.

La Federazione ed il Comitato Termotecnico nel 2016 hanno pubblicato l’Indagine sui sistemi di gestione dell’energia  certificati ISO 50001 in Italia Evoluzione, problematiche e dati dalla quale sono emersi dati particolarmente significativi il numero dei certificati in Italia è cresciuto molto da quando la norma è stata introdotta, valore aumentato nel tempo anche in parte grazie all’obbligo per le grandi imprese di effettuare diagnosi energetiche ogni quattro anni. Un SGE certificato ISO 50001 comporta indubbiamente un grande valore aggiunto per tutte quelle organizzazioni, private o pubbliche, che decidano di implementarlo: non solo consente di realizzare dei consistenti risparmi energetici, ma permette anche di avviare nel tempo un approccio olistico e integrato fra energia e core business a beneficio della competitività, grazie al coinvolgimento delle diverse funzioni aziendali.