Contratti EPC per la riqualificazione energetica di edifici e imprese: funzionano e consentono di ottenere benefici sia nel pubblico, sia nel privato

La conferenza FIRE sugli Energy performance contract (EPC) – info day del progetto guarantEE –  fa il punto sui benefici attraverso numerosi casi di successo. Per diffondere di più questi contratti, che garantiscono le prestazioni e consentono di finanziare gli interventi con risorse di terzi, occorrono standardizzazione delle regole, diffusione delle buone pratiche e rafforzamento dei protocolli di misura e verifica dei risparmi energetici.

Bologna – 11 ottobre 2107. I contratti EPC sono utili per la realizzazione di progetti di efficientamento energetico di edifici e processi industriali. La disponibilità di una garanzia sulle prestazioni in esercizio, unita al finanziamento tramite terzi, rappresentano due elementi particolarmente interessanti per gli utenti finali, siano essi grandi imprese industriali, piccole imprese, enti locali o condomini. Per ottenere i massimi benefici, i contratti devono essere predisposti con una visione complessiva e dinamica della realtà considerata, a partire dalla diagnosi energetica che consente di tracciare un piano di investimenti e che dovrebbe già indicare dei protocolli di misura e verifica delle prestazioni, passando per il coinvolgimento dei soggetti finanziatori, fino al controllo dei risultati dall’avvio alla fine del progetto. Al fine di rendere più agevole l’utilizzo dell’EPC sarà importante promuovere una maggiore standardizzazione delle procedure e formare soggetti capaci di agire come facilitatori, come proposto dal progetto guarantEE. Questi alcuni dei punti sottolineati durante la conferenza FIRE dedicata agli Energy Performance Contract, che, in accordo alla definizione data dal D.Lgs. 102/2014, definiscono un accordo contrattuale tra un beneficiario ed un fornitore di una misura di miglioramento dell’efficienza energetica, in cui le prestazioni sono garantite e il canone del servizio è basato sul livello di miglioramento conseguito.

La mattinata ha evidenziato quanto gli EPC siano uno strumento valido da non sottovalutare, soprattutto in vista della richiesta crescente di interventi di ristrutturazione degli edifici esistenti, in linea con gli obiettivi comunitari al 2030. Se sfruttato nel giusto modo, questo strumento contrattuale può fornire ottimi risultati. Il settore pubblico potrà vedere una crescita dell’uso di questo strumento in seguito alle modifiche delle regole sulla contabilità della pubblica amministrazione. “Una novità determinante di questi giorni” sottolineata dall’ing. Di Santo – direttore FIRE – “è rappresentata dalle nuove linee guida Eurostat, che rendono il partenariato pubblico privato e gli appalti di lavori in relazione ai contratti EPC più accessibili rispetto al passato. La P.A. potrà più facilmente realizzare interventi di riqualificazione energetica, anche spinta, sfruttando il finanziamento tramite terzi senza dover iscrivere i costi di investimento a bilancio. A tal fine è necessario verificare alcune condizioni: i rischi dell’intervento devono tutti ricadere sul fornitore (ossia una ESCO), il canone verso il fornitore deve essere collegato alle performance dell’intervento, senza che vi siano canoni minimi garantiti e l’eventuale cessione del credito (factoring) non deve essere pro soluto”