Revisione di prodotti, processi e filiere: gli elementi che ci servono per innovare il business aziendale e mettersi in linea con Parigi

Ad Enermanagement 2017 spazio alle aziende che hanno anticipato i tempi in termini di attività e comportamenti energeticamente virtuosi

 

Milano, novembre 2017 – La nuova SEN fissa, in linea con quelli che sono gli obiettivi al 2030 una serie di target da raggiungere, ambiziosi ma insufficienti per arrivare agli scopi fissati dall’Accordo di Parigi. Come raggiungere tali mete è stato il focus al centro di Enermanagement 2017, la conferenza FIRE che, dopo avere accennato alle policy in definizione, si è concentrata sulle opportunità concrete di intervento e dunque sugli strumenti, sui comportamenti e sulle azioni che il comparto industriale, ma non solo, deve intraprendere per risultare al passo con i tempi e trarre il maggior beneficio in termini di business.

Dopo i saluti di Cesare Boffa, Presidente FIRE, il convegno si è aperto con l’intervento di Dario Di Santo: “Nel prossimo futuro l’attenzione si sposterà sempre più su nuovi elementi come la rivoluzione del mercato elettrico, la centralità delle risorse che diventeranno una leva importante per indirizzare le opportunità di business per le imprese, la necessità di rivedere i prodotti ed i servizi affinché quando raggiungono il mercato dei consumatori impattino meno sull’ambiente e producano meno rifiuti.” ha evidenziato il direttore FIRE che continua “Bisogna cogliere le opportunità della quarta rivoluzione industriale, anche detta industria 4.0, e della rivoluzione della mobilità, che non è solo auto elettrica, ma un più ampio cambio di modalità. Inoltre, non basta intervenire sui processi efficientandoli, ma rivedere le filiere produttive, di approvvigionamento e di distribuzione”.

Gli interventi che si sono susseguiti nella giornata hanno sottolineato questi aspetti mostrando come già ci sono alcuni casi di aziende virtuose italiane che hanno anticipato i tempi. I primi interventi a metà mattinata hanno visto Maurizio Paolini, LFoundry – Matteo Bignardi, Latteria Soresina – Samuele Primiceri, NH Hotels – Francesco Veronese e Michele Santato di Sistemi Territoriali. In qualità di energy manager hanno mostrato come cogliere le opportunità offerta da una migliore gestione dell’energia nei processi e nella filiera. Per l’industria iper e super ammortamento sono strumenti funzionali, che hanno consentito alle imprese di investire in nuove tecnologie.

È stata poi la volta della sessione dedicata ad Industria 4.0, all’automazione, alla conoscenza ed alla innovazione aperta dall’ing. D’Ambrosio di FIRE, cha ha tracciato una panoramica, sulla base delle indagini condotte dalla Federazione, non solo sulle nomine degli energy manager, ma anche sui sistemi di monitoraggio, sui benefici multipli dell’efficienza energetica, sugli split incentive, sugli EPC e sul conto termico. D’Ambrosio ha evidenziato l’importanza delle ricadute non energetiche dell’efficienza energetica (miglioramenti della produzione, riduzione dei rischi e dei costi, minori emissioni, miglioramento delle condizioni di lavoro, etc.), i cui benefici sono emersi chiaramente dall’indagine FIRE e da diversi interventi degli altri relatori (ad esempio, LFoundry ha mostrato come i benefici non energetici consentano di continuare a investire in nuovi interventi di efficientamento energetico nonostante il basso costo dell’energia ottenuto grazie al forte ricorso all’autoproduzione cogenerativa).

Sui temi della sessione hanno parlato Luigi Gitto, DBA – Pier Luigi Zilio, Hitachi – Gianluca Colombo, Siemens – Enrico Corazzari, ESA Automation – Maurizio Ascani, Turboalgor – Pasquale Monti, ENEL. Molti spunti sono emersi, tra cui l’importanza di realizzare una diagnosi energetica efficiente, perché questa porta poi risparmi economici importanti in fase conclusiva dell’intervento, della misurazione e dei sistemi di gestione dell’energia (ISO 50001). Non sono mancati i prodotti innovativi: come un nuovo dispositivo per produrre energia frigorifera migliorando anche del 50% le prestazioni, riducendo al contempo i consumi di energia. La trasformazione del mercato dell’energia è un altro argomento emerso: il cliente non è più passivo, ma diventa produttore (prosumer), con una serie di importanti conseguenze sull’integrazione fra efficienza e rinnovabili e sulle regole necessarie per gestire questo cambiamento.

L’ultima parte del convegno è stata dedicata agli strumenti per l’energy management. Domenico Santino dell’ENEA ha illustrato i risultati raggiunti nel primo ciclo di diagnosi obbligatorie per le grandi imprese e gli energivori, passando poi a mostrare nel dettaglio i requisiti dei programmi di misura e monitoraggio richiesti per il prossimo ciclo di diagnosi (scadenza del 5 dicembre 2019 per chi ha ottemperato l’obbligo nel dicembre 2015).

A seguire proposte e casi di successo sono stati illustrati da Giuseppe Giordano, Enerbrain – Roberto Barbieri, Intergen – Claudio Artioli, Gruppo Hera – Luca Zanchi, Fedabo – Anna Maria Desiderà, Rödl & Partner. Gli argomenti chiave trattati sono stati: i sistemi di monitoraggio e le innovazioni consentite dall’uso delle nuove tecnologie ICT e dal cloud, l’automazione degli impianti, i contratti EPC e il protocollo di misura e verifica dei risparmi IPMVP.

Si ringraziano gli sponsor che ci hanno affiancato nell’organizzazione dell’evento: DBA, Hitachi, Siemens, Electrade, ESA Automation, Turboalgor, ENEL, Enerbrain, Intergen, Gruppo Hera, Fedabo, PhPower, Rödl & Partner.

 

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